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	<title>Alexander Montuschi &#187; Cyberculture</title>
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	<description>I learnt something new today</description>
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		<title>Skypecasts</title>
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		<pubDate>Mon, 15 May 2006 21:43:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alexander Montuschi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cyberculture]]></category>

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		<description><![CDATA[Finalmente qualcusa di veramente innovativo su internet! Ho appena partecipato ad un skypecast, fantastico. E&#8217; difficile da spiegare esattamente, diciamo che &#232; una specie di Podcasing a doppio senso, oppure pu&#242; essere anche una chat di gruppo&#8230; Non sto nella pelle a pensare alle potenzialit&#224; che pu&#242; avere uno strumento del genere&#8230; finalmente potr&#242; allenare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="156" height="140" border="0" align="right" alt="skypecasting.jpg" src="http://www.montuschi.net/blog/archives/skypecasting.jpg" />Finalmente qualcusa di veramente innovativo su internet!</p>
<p>Ho appena partecipato ad un skypecast, fantastico. E&#8217; difficile da spiegare esattamente, diciamo che &egrave; una specie di Podcasing a doppio senso, oppure pu&ograve; essere anche una chat di gruppo&#8230;</p>
<p>Non sto nella pelle a pensare alle potenzialit&agrave; che pu&ograve; avere uno strumento del genere&#8230; finalmente potr&ograve; allenare il mio <em>american english</em> quando e con chi voglio!</p>
<p>In pratica ognuno ha la possibilit&agrave; di far partire un casting sul propio sito o semplicemente con skype e pu&ograve; parlare di quello che vuole, rispondere a domande su determinati argomenti. Ci sono anche quelli che mettono in casting delle conferenze a cui puoi partecipare e magari intervenire! Fenomenale.</p>
<p>Io sono stato sullo skypecast di MrMovie che si &egrave; offerto di rispondere a qualsiasi domanda riguardo ai film che stanno uscendo nelle sale cinematografiche&#8230; gli ho chiesto del Codice Da Vinci e mi ha detto vita morte e miracoli di quel film.</p>
<p>Bom, vado a letto contento. Un&#8217;altra conferma che in effetti internet serve a qualche cosa.&nbsp;</p>
<p>Ah! Dimenticavo, trovate tutto qui: <a href="https://skypecasts.skype.com/skypecasts">https://skypecasts.skype.com/skypecasts</a></p>
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		<title>La svista di Bill</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Aug 2005 10:40:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alexander Montuschi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cyberculture]]></category>

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		<description><![CDATA[Il naming è un&#8217;attività del marketing che mi ha sempre interessato e anche un po&#8217; divertito. Le sessioni di brainstorming sono la perfetta rappresentazione in miniatura del microcosmo aziendale. Tutti sparano le proprie idee e alla fine vince sempre chi ha più potere, chi grida di più o riesce a vendere meglio la propria storia, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="250" height="181" align="right" alt="vista_mgb_2_small.jpg" src="http://www.montuschi.net/blog/archives/vista_mgb_2_small.jpg" />Il <em>naming</em> è un&#8217;attività del marketing che mi ha sempre interessato e anche un po&#8217; divertito. Le sessioni di brainstorming sono la perfetta rappresentazione in miniatura del microcosmo aziendale. Tutti sparano le proprie idee e alla fine vince sempre chi ha più potere, chi grida di più o riesce a vendere meglio la propria storia, oppure chi riesce a stringere alleanze strategiche con i colleghi giusti.<br />
Nel quartier generale della più grande software-house del globo hanno unito le migliori menti di marketing e comunicazione, li hanno messi intorno a un tavolo con  il compito di dare un nome alla nuova versione del sistema operativo più diffuso sulla terra. Dopo parecchi mesi Ballmer, presidente Microsoft, durante una <a href="http://www.microsoft.com/presspass/press/2005/jul05/07-22LHMA.mspx">conferenza</a> dall&#8217;atmosfera squisitamente yankee, annuncia <a href="http://www.microsoft.com/windowsvista/default.mspx">Windows <strong>Vista</strong></a>.<br />
Mi piace. <strong>Vista</strong> è un termine che si pronuncia bene in tutte le lingue, è corto, facile da ricordare, hanno fatto un naming da manuale. Ma ciò che mi piace di più è che un nome del genere è un chiaro segno di distacco dal passato, di discontinuità rispetto alle precedenti versioni di Windows. Una cosa nuova insomma, finalmente quell&#8217;innovazione che non vediamo da tempo in casa Microsoft.<br />
Come spesso accade però, l&#8217;entusiasmo e le aspettative che il marketing team di Redmond è così bravo a creare, lasciano il posto a delusione e frustrazione nel momento del tryout.<br />
Già dopo pochi minuti di utilizzo di Windows Vista ci si rende conto che l&#8217;unica vera differenza percepita è l&#8217;<strong>interfaccia grafica</strong>. Le finestre hanno un effetto di trasparenze così forte che quando iniziano a sovrapporsi una decina di processi la confusione è inevitabile. Non posso credere che non siano riusciti a trovare un modo alternativo (e magari pure originale, vedi Exposè) di avere una chiara visione di tutte le finestre attive.<br />
Il <strong>menu di Start</strong> non funziona più con una logica di selezione-popup come da tradizione dal vecchio Windows 95, bensì con una navigazione più simile a quella di Windows Explorer (Gestione Risorse) tutta nel medesimo spazio. In pratica i sotto-menu orizzontali che appaiono muovendosi sulle varie voci del menu di Start non esistono più, tutto è limitato allo spazio del riquadro start. La prima impressione è che abbiano eliminato una delle componenti di maggiore successo nell&#8217;interfaccia di navigazione di Windows, staremo a vedere se la final release sarà davvero così.<br />
L&#8217;integrazione della <strong>barra di ricerca</strong> resa praticamente onnipresente in tutto il sistema, in grado di fare ricerche sui contenuti invece che soltanto sui nomi dei file, non può che passare in sordina dopo che Google (<a href="http://desktop.google.it/">Google Desktop</a>) e Apple (Tiger-<a href="http://www.apple.com/macosx/features/spotlight/">Spotlight</a>) introdussero questa tecnologia giù mesi fa.<br />
<strong>Windows Explorer</strong> ha migliorato la grafica, ma non si può dire che ne abbiano giovato usabilità e chiarezza. Invece che semplificare la navigazione tra i file sono stati aggiunti altri elementi e opzioni, rendendo la ricerca e la selezione dei file desiderati più caotica che mai. I file si possono suddividere per categorie trasversali alle cartelle fisiche, inoltre si possono dare dei rating a ogni singolo file. E&#8217; quasi come se avessimo una specie di gigantesco <a href="http://www.apple.com/itunes/">iTunes</a> esteso a tutto il sistema operativo.<br />
Molti analisti hanno accusato Microsoft di aver fotocopiato il sistema operativo di Apple, ma personalmente condivido questa idea solo in parte. Ci sono parecchie idee rubate, ma poi malamente implementate, inoltre non c&#8217;è nulla di così innovativo da giustificare un cambio di release generazionale. L&#8217;impressione complessiva è quella di usare un Windows XP con una nuova skin grafica e qualche plug-in ben integrata qua e là.<br />
Di certo c&#8217;è che zio Bill ha bisogno di cambiare le lenti dei suoi occhialoni se si è lasciato scappare una &#8220;svista&#8221; come Windows Vista, e questo potrebbe costargli caro, soprattutto ora che le strategie di Apple sembrano rivolgersi a fette di mercato sempre più ampie, uscendo una volta per tutte dalla nicchia che l&#8217;ha sempre caratterizzata.<br />
<em>Vista</em> è ancora alla sua prima beta, non possiamo nemmeno pretendere mari e monti, ma qualcosa mi dice che continuerò ad usare il mio Powerbook ancora per parecchio tempo.</p>
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		<title>Parlate dopo il segnale acustico. Beep!</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Apr 2005 17:18:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alexander Montuschi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cyberculture]]></category>

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		<description><![CDATA[Beep! Beep ! Beep! Beep! Sono questi i primi suoni che sento tutte le mattine quando la sveglia compie il suo dovere. Accendo il telefono. Beepeep, beepeep! Un nuovo messaggio, qualcuno mi ha cercato. Corro in bagno, prendo il rasoio elettrico&#8230; beep! Mi avvisa che la batteria è quasi scarica. Prima di vestirmi metto il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Beep! Beep ! Beep! Beep!<br />
Sono questi i primi suoni che sento tutte le mattine quando la sveglia compie il suo dovere. Accendo il telefono. Beepeep, beepeep! Un nuovo messaggio, qualcuno mi ha cercato. Corro in bagno, prendo il rasoio elettrico&#8230; beep! Mi avvisa che la batteria è quasi scarica.<br />
Prima di vestirmi metto il latte nel forno a microonde così da trovarlo già caldo quando ci affogherò tonnellate di cereali. Beep! Il latte è pronto, mangio. Finalmente posso uscire di case per andare al lavoro. Beep! Ah giusto, accendo il mio fedele iPod.</p>
<p>Quanti segnali acustici sentiamo in una giornata? Tanti, provate a contarli, vi sorprenderete. Il &#8220;beep&#8221; fa ormai parte della nostra cultura, è la forma di comunicazione più elementare con cui la tecnologia dialoga con noi. Elementare esattamente come il linguaggio binario: uno o zero, acceso spento, beep o silenzio.</p>
<p>Una volta il telefono &#8220;squillava&#8221;, oggi invece semplicemente suona, perchè non c&#8217;è più il martelletto che fa suonare le campanelle, bensì una suoneria digitale sintetizzata che possiamo scegliere a nostro piacimento. Una banalità, certo, ma una banalità che però in Italia produce un business di milioni di euro. Chi l&#8217;avrebbe mai detto? Provate voi a spiegare a vostro nonno, che oggi i ragazzi sono disposti a pagare anche 3 euro per avere una suoneria originale e alla moda.</p>
<p>&#8220;Questa è  la segreteria telefonica di Alexander, lasciate un messaggio dopo il segnale acustico&#8230; Beeeep!�&#8221;</p>
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		<title>Pensieri digitali</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Apr 2005 16:07:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alexander Montuschi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cyberculture]]></category>

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		<description><![CDATA[Ormai parlare della famigerata &#8220;convergenza digitale&#8221; è obsoleto. Eccoci, ci siamo, abbiamo digitalizzato tutto il digitalizzabile: documenti, musica, video, fotografie, pensieri (questo che state leggendo cosa credete che sia!?). In effetti in un epoca in cui la comodità e la velocità sono caratteristiche preferenziali rispetto alla qualità, non c&#8217;è terreno più fertile per fare della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="200" height="267" align="right" alt="91399-21.jpg" src="http://www.montuschi.net/blog/archives/91399-21.jpg" />Ormai parlare della famigerata &#8220;<em>convergenza digitale</em>&#8221; è obsoleto. Eccoci, ci siamo, abbiamo digitalizzato tutto il digitalizzabile: documenti, musica, video, fotografie, pensieri (questo che state leggendo cosa credete che sia!?).</p>
<p>In effetti in un epoca in cui la comodità e la velocità sono caratteristiche preferenziali rispetto alla qualità, non c&#8217;è terreno più fertile per fare della digitalizzazione un processo inarrestabile. Non voglio criticare il digitale, i vantaggi che porta sono talmente risaputi ed importanti che non si possono semplicemente ignorare. Quello che non sopporto, è considerare il digitale come un sostituto.</p>
<p>L&#8217;e-mail è più veloce, comoda, ma è ovvio che la posta tradizionale non cesserà mai di esistere. Stesso discorso per la musica: gli mp3 sono un&#8217;invenzione fenomenale in fatto di portabilità, come del resto anche i film in DivX. Ma la qualità? Pochi appassionati ne parlano.</p>
<p>Eppure anni fa le cose stavano diversamente. C&#8217;era chi aveva l&#8217;impianto stereo HI-FI (alta fedeltà) chi invece no, la discriminante era la qualità del suono della musica e non quanti mp3 riescono a stare dentro una chiavette grande due centimetri quadrati.</p>
<p>Digitalizzare significa perdere qualcosa, perdere dei dati che non possono stare tra un bit e l&#8217;altro. E&#8217; noto che un mp3 non riuscirà mai a riprodurre i suoni caldi del vinile. Stessa cosa per la fotografia, mai notato che le foto digitali sembrano più piatte ripetto a quelle &#8220;tradizionali&#8221;? Eppure oggi sono solo i professionisti a impressionare ancora la pellicola per avere belle foto.</p>
<p>Il mondo digitale non è un sostituto di quello analogico, ne è soltanto un&#8217;alternativa. Un&#8217;alternativa in cui si è disposti a rinunciare frammenti di informazione per premiare la praticità. Chissà dove andranno a finire quei pezzetti informazioni? Forse nel paradiso dell&#8217;analogico&#8230;</p>
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		<title>Una vita reale in un mondo virtuale</title>
		<link>http://www.montuschi.net/una-vita-reale-in-un-mondo-virtuale</link>
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		<pubDate>Tue, 22 Feb 2005 21:06:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alexander Montuschi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cyberculture]]></category>

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		<description><![CDATA[Mi è appena arrivata la ricevuta del pagamento delle bollette del gas e dell&#8217;elettricità. Niente di strano, se non che entrambe le bollette le ho pagate online, in pochi click. Oggi ci sembra normale pagare il bollo dell&#8217;auto, le bollette, le ricariche telefoniche, le tasse, direttamente online. Eppure fino a pochissimi anni fa era tutt&#8217;altro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi è appena arrivata la ricevuta del pagamento delle bollette del gas e dell&#8217;elettricità. Niente di strano, se non che entrambe le bollette le ho pagate online, in pochi click. Oggi ci sembra normale pagare il bollo dell&#8217;auto, le bollette, le ricariche telefoniche, le tasse, direttamente online. Eppure fino a pochissimi anni fa era tutt&#8217;altro che normale.</p>
<p>Buona parte della mia vita &#8220;pubblica&#8221; si svolge online. Non faccio la coda ad uno sportello bancario da anni, la mia corrispondenza è completamente digitale (email e sms), compro il biglietto del <a href="http://www.medusa.it/">cinema</a> e del <a href="http://www.ticketone.it">teatro</a>, ricarico il mio <a href="http://www.vodafone.it">telefonino</a>, leggo i <a href="http://www.corriere.it">quotidiani</a>, mi aggiorno costantemente sugli argomenti che mi stanno più a cuore, controllo gli <a href="http://www.trenitalia.it">orari dei treni</a> per tornare a casa nei week end, mi organizzo e prenoto le vacanze, compro i miei libri preferiti&#8230; tutto grazie alla rete.<br />
Anni fa quelli che chiedevano &#8220;<em>Ma alla fine a che serve veramente Internet?</em>&#8220;, mi mettevano in serie difficoltà, oggi invece avrei valide argomentazioni a riguardo.</p>
<p>Il Cyberspazio non è più qualcosa per pochi addetti ai lavori, bensì uno mezzo che fa parte della nostra vita, che questo ci piaccia o meno. A <a href="http://www.montuschi.net/photoalbum">New york</a> molte richieste da fare al comune si possono fare ESCLUSIVAMENTE via web. Non credo che il <a href="http://www.nyc.gov">comune di New York</a> abbia come obiettivo primario quello di educare la popolazione a usare internet, probabilmente è solo una questione di risparmio sul personale e strutture. Ma il punto è che se esistono cose che dobbiamo fare tutti, e queste si possono fare soltanto via web, il segnale è molto forte.</p>
<p>L&#8217;Italia è uno dei primi stati in Europa a dare validità legale all&#8217;email con firma digitale. Ok, manca un&#8217;adeguata regolamentazione e i problemi non sono certo pochi, ma è sicuramente un passo avanti.</p>
<p>Una rete come Internet organizzata a &#8220;giungla&#8221; e la mancanza di veri standard, non aiutano di certo in questa direzione, ma io sono ottimista per il futuro.<br />
Internet è giovane, immatura, ha solo bisogno di crescere e farsi un po&#8217; si sana esperienza.</p>
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		<title>Occhi puntati sul Superbowl</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Feb 2005 14:22:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alexander Montuschi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cyberculture]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>

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		<description><![CDATA[Come da qualche anno a questa parte, l&#8217;eco d&#8217;oltreoceano per il più grande evento sportivo americano si sente anche in Italia. Quest&#8217;anno il Superbowl l&#8217;hanno vinto i soliti Patriots, che così entrano a pieno diritto nella storia del football americano vincendo il terzo titolo in quattro anni. La finale del &#8220;campionato&#8221; di football è considerato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a target="_blank" href="http://www.nfl.com/"><img width="202" height="227" border="0" align="right" title="nfl.jpg" alt="nfl.jpg" src="/wp-content/uploads/nfl.jpg" /></a>Come da qualche anno a questa parte, l&#8217;eco d&#8217;oltreoceano per il più <a target="_blank" href="http://www.superbowl.com/">grande evento sportivo americano</a> si sente anche in Italia.</p>
<p>Quest&#8217;anno il Superbowl l&#8217;hanno vinto i soliti <a target="_blank" href="http://www.patriots.com/">Patriots</a>, che così entrano a pieno diritto nella storia del football americano vincendo il terzo titolo in quattro anni.</p>
<p>La finale del &#8220;campionato&#8221; di football è considerato dalla maggior parte degli americani un evento molto importante, con grandi aspettative. Facendo un paragone con l&#8217;Italia, potremmo considerarlocome una finale dei mondiali di calcio, però fatta alla &#8220;loro&#8221; maniera. Il risultato è un evento spettacolare dove tutti gli anni i cantanti più famosi si ritrovano a dare spettacolo durante l&#8217;intervallo, stupende modelle si spacciano per tifose <a href="http://www.coacheer.com/">cheerleaders</a> e l&#8217;audience televisiva  schizza alle stelle, con conseguenti incassi da capogiro da parte dei canali televisivi.</p>
<p>Definirlo un evento sportivo è quindi davvero limitativo, forse evento mediatico sarebbe più corretto. Basti pensare che per accaparrarsi 30 secondi di spazio pubblicitario bisogna sborsare ben 2,4 milioni di dollari, e questo non basta per evitare che le corporation facciano a pugni per aggiudicarsi il proprio angolino.</p>
<p>Il <a target="_blank" href="http://www.superbowl.com/">Superbowl</a> diventa così anche il più importante evento di marketing/advertising. Il giorno successivo infatti il quotidiano <a href="http://www.usatoday.it">USA Today</a> stila una classifica dell&#8217;indice di gradimento dei vari commercial.</p>
<p>Il protagonista al negativo di quest&#8217;anno è stato <a href="http://www.napster.com">Napster</a>, che con l&#8217;intendo di colpire al cure Apple e la sua invincibile accoppiata <a target="_blank" href="http://www.apple.com/itunes/">iPod/Itunes</a>. Tentativo vano. La campagna che dovrebbe rilanciare il pioniere del peer-to-peer con un nuovo servizio di &#8220;noleggio musica&#8221; a basso costo, parte davvero male.</p>
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		<title>Debutta MSN Search&#8230; e quindi?</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Feb 2005 10:23:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alexander Montuschi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cyberculture]]></category>

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		<description><![CDATA[Con una lettera personale da parte del vecchio Bill, debutta il nuovo motore di ricerca di Microsoft. Dopo un fallito tentativo di acquisizione del rivale Google, e la recente acquisizione di Inktomi, la casa di Redmond ha deciso di adottare la famosissima tecnica del &#8220;chi fa per se, fa per tre&#8220;. Non si può dire [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="center"><img width="470" height="240" alt="msn_now_0201.jpg" src="http://www.montuschi.net/blog/archives/msn_now_0201.jpg" /></div>
<p>Con una <a href="http://www.msn.it/msnsearch/lettera/">lettera</a> personale da parte del vecchio <a href="http://www.microsoft.com/billgates/bio.asp">Bill</a>, debutta il nuovo <a href="http://search.msn.it/">motore di ricerca</a> di Microsoft.</p>
<p>Dopo un fallito tentativo di acquisizione del rivale Google, e la recente acquisizione di Inktomi, la casa di Redmond ha deciso di adottare la famosissima tecnica del &#8220;<em>chi fa per se, fa per tre</em>&#8220;. Non si può dire che questa sia la consueta politica di Microsoft, che invece ha sempre preferito &#8220;compra e migliora&#8221;.</p>
<p>Non sarà compito facile per i ragazzi del marketing riuscire a convincere gli utenti, che il motore di ricerca che fa parte della loro vita quotidiana (ricordo che il verbo &#8220;to google&#8221; è entrato a far parte dizionario inglese), è obsoleto e da rottamare.</p>
<p>A prima vista il servizio di ricerca di MSN non è malvagio: grafica piacevole, layout intuitivo e usabile. L&#8217;integrazione delle news direttamente nella ricerca su web pu� essere utile, anche la possibilità di salvare l&#8217;RSS della pagina è interessante.</p>
<p>Provando il servizio però, il confronto con Google viene spontaneo, e sinceramente vedere che le differenze tra i due motori sono quasi nulle mi turba. Ma dove sta l&#8217;innovazione? Come pretende Microsoft di spiazzare la concorrenza offrendo un semi-clone come novità?<br />
Le impostazioni per la ricerca sono IDENTICHE, l&#8217;interfaccia è molto simile, addirittura la posizione e la metodologia dei siti sponsorizzati è fotocopiata.</p>
<p>Nella sua lettera Gates fa riferimento al fatto che oggi la ricerca sul web è diventata una sfida, e in effeti lo è. Si tratta del nuovo business on-line, che poi così nuovo non lo è nemmeno più, visto il giro d&#8217;affari che sta generando il keyword advertising e il search engine marketing.</p>
<p>MSN ha comunque le carte in regola per essere concorrenziale, ma per ora resto fedele a Google, anche se devo dire che è un po&#8217; di tempo che non vengono introdotte novità (almeno riguardo allo stretto uso del motore). Forse invece che investire sul numero di pagine indicizzate dovrebbe concentrarsi sulla qualità dei risultati delle ricerche.</p>
<p>La partita si fa interessante, i tre player (Google, Yahoo e MSN) sembrano più agguerriti che mai, attendiamo e godiamoci lo spettacolo.</p>
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		<title>Non conteniamo i contenuti</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Feb 2005 11:11:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alexander Montuschi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cyberculture]]></category>

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		<description><![CDATA[Il primo portale italiano e il sito più visitato al mondo (anche se su questo avrei qualcosa da obiettare) hanno cambiato faccia. Per entrambi le parole d&#8217;ordine sono semplicità e usabilità. Oramai capita sempre più spesso di sentire queste parole quando viene rinnovato un sito. Essenzialità, la tendenza già in atto da qualche anno è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il <a href="http://www.libero.it">primo portale italiano</a> e il <a href="http://www.msn.com">sito più visitato al mondo</a> (anche se su questo avrei qualcosa da obiettare) hanno cambiato faccia. Per entrambi le parole d&#8217;ordine sono semplicità e <a href="http://www.html.it/usabilita/">usabilità</a>.</p>
<p>Oramai capita sempre più spesso di sentire queste parole quando viene rinnovato un sito. Essenzialità, la tendenza già in atto da qualche anno è quella &#8220;<em>content-centrica</em>&#8220;, dove sono i contenuti a farla da padrone e non più la spasmodica ricerca di strabiliare gli utenti con colori fluorescenti, animazioni flash e amenità varie.</p>
<p>Basta con l&#8217;essere eccentrici a tutti i costi, basta con quest&#8217;idea che quello che grida di più è quello che riceverà più attenzione.</p>
<p>Finalmente la rete sta maturando, si sta trasformando da giochino per pochi <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Geek">Geeks</a> a un vero strumento di comunicazione sofisticato e moderno.</p>
<p>I <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Blog">blog</a> sono un perfetto esempio delle potenzialità del web. Contenuti e pensieri allo stato puro. Grafica? Design? Essenziale, povera, ma elegante. Quel poco che basta per favorire la lettura. Uno standard per esprimere i propri pensieri e pubblicarli nel <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Cyberspace">cyberspazio</a>, che è potenzialmente <a href="http://www.mappedellarete.net/atlante_main.asp?categoria=geografiche">ovunque</a>&#8230; detto così suona quasi incredibile!</p>
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