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Pensieri digitali
Ormai parlare della famigerata “convergenza digitale” è obsoleto. Eccoci, ci siamo, abbiamo digitalizzato tutto il digitalizzabile: documenti, musica, video, fotografie, pensieri (questo che state leggendo cosa credete che sia!?).
In effetti in un epoca in cui la comodità e la velocità sono caratteristiche preferenziali rispetto alla qualità, non c’è terreno più fertile per fare della digitalizzazione un processo inarrestabile. Non voglio criticare il digitale, i vantaggi che porta sono talmente risaputi ed importanti che non si possono semplicemente ignorare. Quello che non sopporto, è considerare il digitale come un sostituto.
L’e-mail è più veloce, comoda, ma è ovvio che la posta tradizionale non cesserà mai di esistere. Stesso discorso per la musica: gli mp3 sono un’invenzione fenomenale in fatto di portabilità, come del resto anche i film in DivX. Ma la qualità? Pochi appassionati ne parlano.
Eppure anni fa le cose stavano diversamente. C’era chi aveva l’impianto stereo HI-FI (alta fedeltà) chi invece no, la discriminante era la qualità del suono della musica e non quanti mp3 riescono a stare dentro una chiavette grande due centimetri quadrati.
Digitalizzare significa perdere qualcosa, perdere dei dati che non possono stare tra un bit e l’altro. E’ noto che un mp3 non riuscirà mai a riprodurre i suoni caldi del vinile. Stessa cosa per la fotografia, mai notato che le foto digitali sembrano più piatte ripetto a quelle “tradizionali”? Eppure oggi sono solo i professionisti a impressionare ancora la pellicola per avere belle foto.
Il mondo digitale non è un sostituto di quello analogico, ne è soltanto un’alternativa. Un’alternativa in cui si è disposti a rinunciare frammenti di informazione per premiare la praticità. Chissà dove andranno a finire quei pezzetti informazioni? Forse nel paradiso dell’analogico…
14 Apr 2005 06:07 pm Alexander Montuschi 1 comment

Bello questo post. Mi ricorda qualcosa…
Come stai carissimo?