Domande senza risposta (3)
E’ meglio FARE e pentirsi di aver fatto, o NON FARE e pentirsi di non aver fatto?
24 Jul 2007 Alexander Montuschi 6 comments
E’ meglio FARE e pentirsi di aver fatto, o NON FARE e pentirsi di non aver fatto?
24 Jul 2007 Alexander Montuschi 6 comments
Mi chiedono - ho un biglietto per vedere Paul McCartney, che ti va di venire?
Ma dico… c’è bisogno di chiedere!?!?
Stiamo parlando di Sir Paul, uno degli scarafaggi, mica pizza e fichi
Beh insomma arrivo a Camden, fuori dal locale c’è un po’ di coda ma non troppa. Giornalisti, telecamere e flash da tutte le parti. VIPsss che dispensano sorrisi a go-go e misure di sicurezza che manco la regina può permettersi.
Il locale non è molto grande, ci sono poche centinaia di persone, solo la cream della cream (e io che ci faccio qui?!).
Ci prendiamo una birra e ci piazziamo sotto il palco mentre il boato da stadio di tutta la gente impazzita alle nostre spalle ci avverte Paul è arrivato.
Saluta tutti, un paio di battute di politica in perfetto stile british e via che attacca a suonare la chitarra.
A dire il vero non conoscevo neanche uno dei suoi pezzi da solita, ma ma le note di “Hey Jude” e “Let it be” non possono di certo lasciare indifferenti…
19 Jun 2007 Alexander Montuschi 0 comments
C’è chi ne parla e c’è chi lo fa. Il mio amico Sayo l’ha fatto.
Presente tipo - è stato bello grazie a tutti ma io sloggio? Ecco.
Gli dico che ci vogliono due marones tanti per partire per l’Australia completamente alla cieca e lui mi risponde con un mail con questo allegato:
Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia marcia, chi non rischia e chi non cambia il colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle ” i “, piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all’errore ed ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l’incertezza per inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire dai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente chi distrugge l’amor proprio, chi non si lascia aiutare.
Muore lentamente chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.
Pablo Neruda
Non lo conoscevo questo brano. Lo consigli a tutti quelli che vorrebbero andare, fare, partire, cambiare e provare ma trovano ogni giorno una scusa nuova per evitare.
Good luck my friend!
07 Jun 2007 Alexander Montuschi 3 comments
Oggi un commesso afgano in un negozio inglese mi ha venduto un vestito francese con taglio in stile italiano. C’è da fare l’orlo ai pantaloni e mi dicono che con un piccolo extra lo fanno fare loro da un sarto libanese che c’è lì all’angolo di Victoria Street.
Allungo la carta al cassiere, e mentre digito il PIN mi chiede di dove sono. Gli dico “I’m Italian“, con quella sottile fierezza che contraddistingue gli italiani all’estero, e lui si illumina affrettandosi a spiegarmi che i suoi migliori amici stanno in Italia, tipo Fabrizio di Firenze. Parlando scopro che lui è greco e che si è trasferito a Londra 3 anni fa, contento come una Pasqua (eh te credo, in Grecia oltre ai pescatori con le reti che c’è?)
Torno in ufficio e mi chiama la mia capa da S. Francisco chiedendomi di mandarle dei documenti, entro oggi però perchè domani deve scappare a Dallas.
Faccio merenda e il mio collega New Zelandese Darren mi racconta il suo ultimo weekend a Praga, in cui si è divertito una cifra. (soprattutto perchè coi suoi Pound nel portafoglio non avrà speso una bega)
Anche questa è un po’ Londra.
Salutatemi Fabrizio. ![]()
07 Jun 2007 Alexander Montuschi 0 comments
Sì, mi sono trasferito a Londra. Scriverò un post anche su questo, non ora però. Cheers ![]()
29 Apr 2007 Alexander Montuschi 3 comments
Quando sai esattamente cosa fare è facile. Devi solo decidere quando e come.
Quando però il cuore ti dice una cosa mentre la testa te ne dice un’altra, allora le cose si complicano. Non sai cosa fare e cominci a pensare, a ipotizzare, a ragionare, e più lo fai e più ti allontani dalla decisione. Ti aggrappi a qualsiasi cosa possa darti un’indicazione razionale e coerente, consideri i pro e contro come un bravo contabile, ma quando arrivi alla conclusione scopri che non è quello che vuoi veramente e ricominci tutto da capo.
Ti senti in stallo, e come un aereo che dopo lo stallo rischia di precipitare all’improvviso, anche tu hai paura di cadere.
Non bisognerebbe mai non ascoltare ciò che ci dice il cuore perchè è lui a dirci quello che sentiamo e vogliamo, solo che l’esperienza ci ha insegnato a non essere troppo disinvolti nelle scelte importanti, perchè ci si potrebbe far male.
Come fare a decidere quindi? Io faccio così: mi osservo. Come un estraneo guardo ciò che faccio, come mi comporto, come reagisco e da lì capisco che cosa vuole veramente quell’”io” che a volte mi pare di conoscere così poco.
Eh sì l’indecisione, l’è propri ‘na brutta bestia.
29 Apr 2007 Alexander Montuschi 2 comments
Avete presente questa scena di Forrest Gump:
“Corsi fino all’oceano e, una volta lì mi dissi, visto che sono arrivato fino a qui tanto vale girarmi e continuare a correre, quando arrivai a un altro oceano, mi dissi, visto che sono arrivato fino a qui, tanto vale girare di nuovo e continuare a correre; quando ero stanco dormivo, quando avevo fame mangiavo, quando dovevo fare… insomma, la facevo!”
E’ un po’ come quando inizi a cambiare disposizione o a comprare nuovi mobili e dici “beh, se cambio questo, allora va cambiato anche quello e quell’altro” e così via fino a quando hai cambiato mezza casa.
Ecco la stessa cosa è successo a me, ma invece che cambiare mobili ho cambiato tutto. Una cosa ha tirato l’altra e senza rendermene conto tutto intorno a me, e un po’ anche dentro di me, è diverso.
29 Apr 2007 Alexander Montuschi 0 comments
Che quando dici “ok adesso lo faccio” e poi non lo fai ti senti un cretino. Poi lo fai di nuovo e ti senti doppiamente cretino. A un certo punto prendi tutto il coraggio che hai e lo fai. Un nano-secondo dopo ti penti e vorresti non averlo mai fatto, ma capisci che ci sono alcune cose che vanno fatte perché è giusto così. Poi ti chiedi “ma alla fine chi è che mi obbliga fare ciò che è giusto fare?“. Nessuno, per questo è così difficile.
29 Apr 2007 Alexander Montuschi 0 comments