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La svista di Bill
Il naming è un’attività del marketing che mi ha sempre interessato e anche un po’ divertito. Le sessioni di brainstorming sono la perfetta rappresentazione in miniatura del microcosmo aziendale. Tutti sparano le proprie idee e alla fine vince sempre chi ha più potere, chi grida di più o riesce a vendere meglio la propria storia, oppure chi riesce a stringere alleanze strategiche con i colleghi giusti.
Nel quartier generale della più grande software-house del globo hanno unito le migliori menti di marketing e comunicazione, li hanno messi intorno a un tavolo con il compito di dare un nome alla nuova versione del sistema operativo più diffuso sulla terra. Dopo parecchi mesi Ballmer, presidente Microsoft, durante una conferenza dall’atmosfera squisitamente yankee, annuncia Windows Vista.
Mi piace. Vista è un termine che si pronuncia bene in tutte le lingue, è corto, facile da ricordare, hanno fatto un naming da manuale. Ma ciò che mi piace di più è che un nome del genere è un chiaro segno di distacco dal passato, di discontinuità rispetto alle precedenti versioni di Windows. Una cosa nuova insomma, finalmente quell’innovazione che non vediamo da tempo in casa Microsoft.
Come spesso accade però, l’entusiasmo e le aspettative che il marketing team di Redmond è così bravo a creare, lasciano il posto a delusione e frustrazione nel momento del tryout.
Già dopo pochi minuti di utilizzo di Windows Vista ci si rende conto che l’unica vera differenza percepita è l’interfaccia grafica. Le finestre hanno un effetto di trasparenze così forte che quando iniziano a sovrapporsi una decina di processi la confusione è inevitabile. Non posso credere che non siano riusciti a trovare un modo alternativo (e magari pure originale, vedi Exposè) di avere una chiara visione di tutte le finestre attive.
Il menu di Start non funziona più con una logica di selezione-popup come da tradizione dal vecchio Windows 95, bensì con una navigazione più simile a quella di Windows Explorer (Gestione Risorse) tutta nel medesimo spazio. In pratica i sotto-menu orizzontali che appaiono muovendosi sulle varie voci del menu di Start non esistono più, tutto è limitato allo spazio del riquadro start. La prima impressione è che abbiano eliminato una delle componenti di maggiore successo nell’interfaccia di navigazione di Windows, staremo a vedere se la final release sarà davvero così.
L’integrazione della barra di ricerca resa praticamente onnipresente in tutto il sistema, in grado di fare ricerche sui contenuti invece che soltanto sui nomi dei file, non può che passare in sordina dopo che Google (Google Desktop) e Apple (Tiger-Spotlight) introdussero questa tecnologia giù mesi fa.
Windows Explorer ha migliorato la grafica, ma non si può dire che ne abbiano giovato usabilità e chiarezza. Invece che semplificare la navigazione tra i file sono stati aggiunti altri elementi e opzioni, rendendo la ricerca e la selezione dei file desiderati più caotica che mai. I file si possono suddividere per categorie trasversali alle cartelle fisiche, inoltre si possono dare dei rating a ogni singolo file. E’ quasi come se avessimo una specie di gigantesco iTunes esteso a tutto il sistema operativo.
Molti analisti hanno accusato Microsoft di aver fotocopiato il sistema operativo di Apple, ma personalmente condivido questa idea solo in parte. Ci sono parecchie idee rubate, ma poi malamente implementate, inoltre non c’è nulla di così innovativo da giustificare un cambio di release generazionale. L’impressione complessiva è quella di usare un Windows XP con una nuova skin grafica e qualche plug-in ben integrata qua e là.
Di certo c’è che zio Bill ha bisogno di cambiare le lenti dei suoi occhialoni se si è lasciato scappare una “svista” come Windows Vista, e questo potrebbe costargli caro, soprattutto ora che le strategie di Apple sembrano rivolgersi a fette di mercato sempre più ampie, uscendo una volta per tutte dalla nicchia che l’ha sempre caratterizzata.
Vista è ancora alla sua prima beta, non possiamo nemmeno pretendere mari e monti, ma qualcosa mi dice che continuerò ad usare il mio Powerbook ancora per parecchio tempo.
21 Aug 2005 12:40 pm Alexander Montuschi 3 comments

Solita copia di Mac OS… chissà quando la smetteranno, credo mai.
Tanto per loro non importa la qualità, ma il marketing che fanno..
ma poi ci credete veramente che uscirà alla fine del 2006??? scusate nn ricordo: quanti anni sono che deve uscire sto so?!? ah ah ah. mi fanno proprio ridere.
Beh uscirà alla fine del 2006, dopotutto l’hanno privato della caratteristica più importante, WinFs.
Praticamente hanno cambiato Explorer.exe con un file Vista.Exe, ma i buchi di sistema rimangono tali.
Credo proprio che Tiger continuerà a campeggiare allegramente a casa mia fin dopo il 2006