Facebook e’ un caso tanto interessante quanto originale.
La sua capacita’ viirale e’ impressionante, lo dimostrano la crescita esponenziale di iscritti e il traffico generato sul sito.
Sono appena tornado dagli States e devo dire che Facebook non mi pare sia più’ visto come come qualcosa di nuovo, e’ qualche tempo che non e’ più’ sulla cresta dell’onda – i tempi dell’enorme visibilità’ (gratuita) data dai media sono decisamente passati.
Qui a Londra l’esplosione di Facebook e’ stata un paio d’anni fa, non ho mai assistito a una diffusione cosi’ rapida di un servizio web e, nonostante questo, l’apertura degli uffici di Londra pienamente operativi risalgono solo a pochi mesi fa. Inoltre sono piuttosto disorganizzati e molto centralizzati negli U.S. – pare che non siano cosi’ smart nella gestione societaria “off-line” quanto lo siano (stati) nello sviluppo del sito online.
Per quanto riguarda i ricavi, il problema non e’ solo di Facebook ma di tutto il settore dei social network. Nessuno ha ancora trovato un modello di business vincente per sfruttare efficacemente l’enorme quantità’ di informazioni disponibili sugli utenti e il traffico generato.
Fino ad ora l’intento e’ stato quello di imitare il modello di Google, ma pare che la conversion delle keyword non sia lontanamente paragonabile. Ho notato che spingono molto i regali virtuali, ma questa e’ un’ulteriore dimostrazione che non sanno proprio da dove tirare fuori i soldi dagli utenti.
Personalmente credo che non si possa applicare un media model tradizionale a una piattaforma come Facebook, la strada da percorrere credo sia quella sia di sfruttare le potenzialite dell application di terze parti rafforzando le relazioni con i propri partner. Ci sono vari esempi di aziende che stanno ottenendo ottimi risultati con le loro application, senza essere necessariamente intrusive. (vedi TripAdvisor con la loro Cities I have visited application).
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