Archive for June, 2007

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Tranquilla passeggiata nel parco con bomba

police.jpgVivere a Londra ha innumerevoli vantaggi, ma anche qualche svantaggio:
- pioggia
- negozi e locali chiudono presto
- rischio di attentati terroristici
- folla negli orari di punta

Tutti punti accettabili, purchè non si verifichino contemporaneamente.

Insomma, arrivo in ufficio e mi dicono che hanno trovato una bomba a Picadilly. Dico che mi bevo un caffè e poi ci penso.
Non mi sono neanche ancora svegliato del tutto che vengo coinvolto in un vortice allucinante di riunioni, call conference e colleghi che offrono da bere al pub. Manco mi accorgo e già sono le sei e mezza.
Voglio andare a fare shopping, quindi saluto tutti e mi avvio serafico verso la stazione dei bus con l’iPod nelle orecchie. Mi guardo in giro e noto che c’è più gente del solito. MOLTA più gente del solito.
Mi dicono che tutti i mezzi e le strade sono stati bloccati per via di un “sospetto bomba“.
SOSPETTO bomba!? E io per colpa di un marocchino incapace che fa bombe tarocche dovrei farmi i chilometri a piedi?
Mi rassegno. Mi incammino. Cominicia a piovere.
Accelero il passo che mi chiudono i negozi. A Hyde Park Corner un poliziotto mi spiega molto gentilmente che di qui non si passa e che se voglio andare a Oxford Street bisogna fare tuuuuutto il giro di esterno.
Bagnato, incazzato e stanco faccio tuuuutto il giro esterno e quando arrivo ovviamente i negozi sono quasi tutti chiusi.
Deluso mi incammino verso casa. Prima di arrivare mi accorgo che nella via di fianco alla mia c’è un’associazione spirituale dove l’ordine del giorno è “Harry Potter, romanzo o cospirazione?“.
Rido. Poi penso. Rido meno. Forse domani mi iscrivo. :-)

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Sir Paul

paul_mccartney.jpgMi chiedono - ho un biglietto per vedere Paul McCartney, che ti va di venire?
Ma dico… c’è bisogno di chiedere!?!?
Stiamo parlando di Sir Paul, uno degli scarafaggi, mica pizza e fichi
Beh insomma arrivo a Camden, fuori dal locale c’è un po’ di coda ma non troppa. Giornalisti, telecamere e flash da tutte le parti. VIPsss che dispensano sorrisi a go-go e misure di sicurezza che manco la regina può permettersi.
Il locale non è molto grande, ci sono poche centinaia di persone, solo la cream della cream (e io che ci faccio qui?!).
Ci prendiamo una birra e ci piazziamo sotto il palco mentre il boato da stadio di tutta la gente impazzita alle nostre spalle ci avverte Paul è arrivato.
Saluta tutti, un paio di battute di politica in perfetto stile british e via che attacca a suonare la chitarra.
A dire il vero non conoscevo neanche uno dei suoi pezzi da solita, ma ma le note di “Hey Jude” e “Let it be” non possono di certo lasciare indifferenti…

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Milano-Sydney solo andata

australia.jpgC’è chi ne parla e c’è chi lo fa. Il mio amico Sayo l’ha fatto.
Presente tipo - è stato bello grazie a tutti ma io sloggio? Ecco.
Gli dico che ci vogliono due marones tanti per partire per l’Australia completamente alla cieca e lui mi risponde con un mail con questo allegato:

Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia marcia, chi non rischia e chi non cambia il colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle ” i “, piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all’errore ed ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l’incertezza per inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire dai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente chi distrugge l’amor proprio, chi non si lascia aiutare.
Muore lentamente chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.
Pablo Neruda

Non lo conoscevo questo brano. Lo consigli a tutti quelli che vorrebbero andare, fare, partire, cambiare e provare ma trovano ogni giorno una scusa nuova per evitare.
Good luck my friend!

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Internàscional

Oggi un commesso afgano in un negozio inglese mi ha venduto un vestito francese con taglio in stile italiano. C’è da fare l’orlo ai pantaloni e mi dicono che con un piccolo extra lo fanno fare loro da un sarto libanese che c’è lì all’angolo di Victoria Street.
Allungo la carta al cassiere, e mentre digito il PIN mi chiede di dove sono. Gli dico “I’m Italian“, con quella sottile fierezza che contraddistingue gli italiani all’estero, e lui si illumina affrettandosi a spiegarmi che i suoi migliori amici stanno in Italia, tipo Fabrizio di Firenze. Parlando scopro che lui è greco e che si è trasferito a Londra 3 anni fa, contento come una Pasqua (eh te credo, in Grecia oltre ai pescatori con le reti che c’è?)
Torno in ufficio e mi chiama la mia capa da S. Francisco chiedendomi di mandarle dei documenti, entro oggi però perchè domani deve scappare a Dallas.
Faccio merenda e il mio collega New Zelandese Darren mi racconta il suo ultimo weekend a Praga, in cui si è divertito una cifra. (soprattutto perchè coi suoi Pound nel portafoglio non avrà speso una bega)
Anche questa è un po’ Londra.
Salutatemi Fabrizio. ;)