Archive for June, 2005

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Se

Se siamo concentrati
e rendiamo la nostra visione nitida.
Se crediamo.
Se gettiamo il cuore oltre l’ostacolo.
Se sorridiamo delle avversità
che inesorabilmente si presentano.
Se avremo attorno energie positive,
amici cari dal rapporto consolidato.
Se portiamo a termine ciò
che iniziamo.
Lasciare gli inquinamenti.
Raccogliere i brandelli
dal combattimento e farne un’arma.
Oltre la siepe si sta formando
il successo. Lungo la via,
passate le piante carnivore
si fa il nido di ciò che vogliamo.
Occorre del tempo.
Occorre pazienza.

Miao Yin

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Sin City

Sin City

Difficile inquadrare un film come Sin City. A prima vista sembra un noir degli anni trenta, fatto di amori impossibili, bellezze mozzafiato e trame imprevedibili. A questo c’è da aggiungere violenza spietata e quel pizzico di pulp tanto caro a Tarantino (che ha diretto un’intera sequenza).

La realizzazione tecnica è davvero originale. La pellicola non è semplicemente in bianco e nero, ma un’insieme di chiaro-scuri, di luci e ombre, accompagnati da qualche colore forte utilizzato dal regista per dare enfasi a determinate persone o a oggetti significativi.

Bruce Willis incarna un po’ l’Humphrey Bogart moderno, forse più violento e spietato, ma sempre al servizio dei più deboli e paladino della giustizia a tutti i costi.

Finalmente un film che si distingue nel mucchio, anche se un po’ troppo violento e un’impronta splatter che può non piacere a tutti.

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Alexander the Great

poster2.jpgNon è stato accolto con troppo clamore la storia di Alessandro il Grande, soprattutto negli Stati Uniti. Difficile capirne il vero motivo, fatto sta che a me il film ha fatto pensare.
Alexander era un sognatore, una di quelle poche persone che nascono con un obiettivo ben preciso e lo perseguono per tutta la vita, fino alla fine. Persone come queste non possiamo fare altro che prenderle come esempio di eccellenze, perchè sono proprio i grandi sognatori a essere in grado di fare la differenza nel corso della storia.

“Gloria e memoria apparterrenna a chi ha seguito la propria grande visione”

Alexander puntava in alto, così in alto che forse lui stesso sapeva che il successo sarebbe stato improbabile, eppure ha perseguito il suo ideale fino alla morte.

“Se riconcigliare macedoni e barbari fu il suo fallimento, esso superò di gran lunga qualunque successo ottenuto dagli altri.”

Il suo sogno era quello di conquistare tutto il mondo, non per dominarlo, ma per esorcizzarlo e far convivere tutte le popolazioni pacificamente senza differenze di razze o religioni. Un ideale più attuale che mai se guardiamo alla situazione economico-politica che si è andata a creare negli ultimi anni.
La vita di Alexander è una lezione molto preziosa per chiunque aspiri a qualcosa di più che semplicemente  vivere.