Archive for February, 2005

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Una vita reale in un mondo virtuale

Mi è appena arrivata la ricevuta del pagamento delle bollette del gas e dell’elettricità. Niente di strano, se non che entrambe le bollette le ho pagate online, in pochi click. Oggi ci sembra normale pagare il bollo dell’auto, le bollette, le ricariche telefoniche, le tasse, direttamente online. Eppure fino a pochissimi anni fa era tutt’altro che normale.

Buona parte della mia vita “pubblica” si svolge online. Non faccio la coda ad uno sportello bancario da anni, la mia corrispondenza è completamente digitale (email e sms), compro il biglietto del cinema e del teatro, ricarico il mio telefonino, leggo i quotidiani, mi aggiorno costantemente sugli argomenti che mi stanno più a cuore, controllo gli orari dei treni per tornare a casa nei week end, mi organizzo e prenoto le vacanze, compro i miei libri preferiti… tutto grazie alla rete.
Anni fa quelli che chiedevano “Ma alla fine a che serve veramente Internet?“, mi mettevano in serie difficoltà, oggi invece avrei valide argomentazioni a riguardo.

Il Cyberspazio non è più qualcosa per pochi addetti ai lavori, bensì uno mezzo che fa parte della nostra vita, che questo ci piaccia o meno. A New york molte richieste da fare al comune si possono fare ESCLUSIVAMENTE via web. Non credo che il comune di New York abbia come obiettivo primario quello di educare la popolazione a usare internet, probabilmente è solo una questione di risparmio sul personale e strutture. Ma il punto è che se esistono cose che dobbiamo fare tutti, e queste si possono fare soltanto via web, il segnale è molto forte.

L’Italia è uno dei primi stati in Europa a dare validità legale all’email con firma digitale. Ok, manca un’adeguata regolamentazione e i problemi non sono certo pochi, ma è sicuramente un passo avanti.

Una rete come Internet organizzata a “giungla” e la mancanza di veri standard, non aiutano di certo in questa direzione, ma io sono ottimista per il futuro.
Internet è giovane, immatura, ha solo bisogno di crescere e farsi un po’ si sana esperienza.

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La terra vista da cielo

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Delle poche mostre fotografiche che ho visto in vita mia, devo dire che quella che mi ha colpito di più è “La terra vista dal cielo” (Earth from the air) del fotoreporter Yann Arthus-Bertrand.
La mostra ha girato 30 capitali in tutto il mondo. Io ho avuto la fortuna di vederla due volte: a Londra e in via Dante a Milano.

Sono foto affascinanti e piene di significato. Si rimane senza parole di fronte alle immagini che raffigurano così bene la bellezza della natura, ma che fanno anche riflettere sui rischi dello sfruttamento dell’ambiente da parte dell’uomo.

I miei carissimi colleghi di lavoro hanno avuto la brillante idea di regalarmi il libro tratto dalla mostra (grazie ragazzi/e!). Si tratta del libro fotografico più venduto nella storia, e secondo me è anche il più grosso e pesante della storia!
Ci sono centinaia e centinaia di foto supplementari a quelle che sono state esposte, con tanto di spigazioni e commenti dell’autore.

Non ho ancora finito di leggerlo e guardarlo tutto, ma so già che farà un’ottima figura nella mia libreria.

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Passioni

Ti accorgi di essere davvero appassionato di qualcosa quando le giornate ti sembrano troppo corte per finire quello che stavi facendo.

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Occhi puntati sul Superbowl

nfl.jpgCome da qualche anno a questa parte, l’eco d’oltreoceano per il più grande evento sportivo americano si sente anche in Italia.

Quest’anno il Superbowl l’hanno vinto i soliti Patriots, che così entrano a pieno diritto nella storia del football americano vincendo il terzo titolo in quattro anni.

La finale del “campionato” di football è considerato dalla maggior parte degli americani un evento molto importante, con grandi aspettative. Facendo un paragone con l’Italia, potremmo considerarlocome una finale dei mondiali di calcio, però fatta alla “loro” maniera. Il risultato è un evento spettacolare dove tutti gli anni i cantanti più famosi si ritrovano a dare spettacolo durante l’intervallo, stupende modelle si spacciano per tifose cheerleaders e l’audience televisiva schizza alle stelle, con conseguenti incassi da capogiro da parte dei canali televisivi.

Definirlo un evento sportivo è quindi davvero limitativo, forse evento mediatico sarebbe più corretto. Basti pensare che per accaparrarsi 30 secondi di spazio pubblicitario bisogna sborsare ben 2,4 milioni di dollari, e questo non basta per evitare che le corporation facciano a pugni per aggiudicarsi il proprio angolino.

Il Superbowl diventa così anche il più importante evento di marketing/advertising. Il giorno successivo infatti il quotidiano USA Today stila una classifica dell’indice di gradimento dei vari commercial.

Il protagonista al negativo di quest’anno è stato Napster, che con l’intendo di colpire al cure Apple e la sua invincibile accoppiata iPod/Itunes. Tentativo vano. La campagna che dovrebbe rilanciare il pioniere del peer-to-peer con un nuovo servizio di “noleggio musica” a basso costo, parte davvero male.

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Debutta MSN Search… e quindi?

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Con una lettera personale da parte del vecchio Bill, debutta il nuovo motore di ricerca di Microsoft.

Dopo un fallito tentativo di acquisizione del rivale Google, e la recente acquisizione di Inktomi, la casa di Redmond ha deciso di adottare la famosissima tecnica del “chi fa per se, fa per tre“. Non si può dire che questa sia la consueta politica di Microsoft, che invece ha sempre preferito “compra e migliora”.

Non sarà compito facile per i ragazzi del marketing riuscire a convincere gli utenti, che il motore di ricerca che fa parte della loro vita quotidiana (ricordo che il verbo “to google” è entrato a far parte dizionario inglese), è obsoleto e da rottamare.

A prima vista il servizio di ricerca di MSN non è malvagio: grafica piacevole, layout intuitivo e usabile. L’integrazione delle news direttamente nella ricerca su web pu� essere utile, anche la possibilità di salvare l’RSS della pagina è interessante.

Provando il servizio però, il confronto con Google viene spontaneo, e sinceramente vedere che le differenze tra i due motori sono quasi nulle mi turba. Ma dove sta l’innovazione? Come pretende Microsoft di spiazzare la concorrenza offrendo un semi-clone come novità?
Le impostazioni per la ricerca sono IDENTICHE, l’interfaccia è molto simile, addirittura la posizione e la metodologia dei siti sponsorizzati è fotocopiata.

Nella sua lettera Gates fa riferimento al fatto che oggi la ricerca sul web è diventata una sfida, e in effeti lo è. Si tratta del nuovo business on-line, che poi così nuovo non lo è nemmeno più, visto il giro d’affari che sta generando il keyword advertising e il search engine marketing.

MSN ha comunque le carte in regola per essere concorrenziale, ma per ora resto fedele a Google, anche se devo dire che è un po’ di tempo che non vengono introdotte novità (almeno riguardo allo stretto uso del motore). Forse invece che investire sul numero di pagine indicizzate dovrebbe concentrarsi sulla qualità dei risultati delle ricerche.

La partita si fa interessante, i tre player (Google, Yahoo e MSN) sembrano più agguerriti che mai, attendiamo e godiamoci lo spettacolo.

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Non conteniamo i contenuti

Il primo portale italiano e il sito più visitato al mondo (anche se su questo avrei qualcosa da obiettare) hanno cambiato faccia. Per entrambi le parole d’ordine sono semplicità e usabilità.

Oramai capita sempre più spesso di sentire queste parole quando viene rinnovato un sito. Essenzialità, la tendenza già in atto da qualche anno è quella “content-centrica“, dove sono i contenuti a farla da padrone e non più la spasmodica ricerca di strabiliare gli utenti con colori fluorescenti, animazioni flash e amenità varie.

Basta con l’essere eccentrici a tutti i costi, basta con quest’idea che quello che grida di più è quello che riceverà più attenzione.

Finalmente la rete sta maturando, si sta trasformando da giochino per pochi Geeks a un vero strumento di comunicazione sofisticato e moderno.

I blog sono un perfetto esempio delle potenzialità del web. Contenuti e pensieri allo stato puro. Grafica? Design? Essenziale, povera, ma elegante. Quel poco che basta per favorire la lettura. Uno standard per esprimere i propri pensieri e pubblicarli nel cyberspazio, che è potenzialmente ovunque… detto così suona quasi incredibile!